L'arcangelo .... le radici
Sant’Agata de’ Goti: secondo gli studi storici più accreditati, la città sorge sul luogo dell’antica Saticula città sannitica preromana. E’ un’emozione improvvisa e violenta, quella che assale chi la vede per la prima volta. Enorme e imponente, accoglie il visitatore con il fascino dei tetti spioventi, dei campanili decorati con maioliche, degli archi, ma soprattutto delle viuzze strette che si dipartono a raggiera dalla strada principale che la attraversa la cittadina. Sant’Agata de’ Goti è fascino di un nome, testimonianza di fierezza medievale che sorride nel verde che la circonda, con le sue vie strette e tortuose, con improvvise piazzette, in cui si fondono in modo suggestivo testimonianze romane e longobarde, monumenti romanici e gotici, palazzi rinascimentali e barocchi. Nel centro storico, che costituisce tuttora il centro pulsante della vita cittadina, si conserva, pressoché inalterata, l’inconfondibile struttura della fortezza arcaica, essendo arroccata sul pianoro di una collina tufacea corrosa dai secoli, che si erge a strapiombo fra
due fossati naturali, sui torrenti Riello e Martorano. Un’interrotta corona di monti e colline cinge la cittadina da Nord ad Est ed a Sud. Il massiccio più imponente è quello del Taburno (m. 1393), cantato dal poeta latino Virgilio nella sua “Eneide”. Alle falde del Taburno sorge la suggestiva frazione di Laiano, facilmente raggiungibile e rinomata metà turistica per l’habitat naturale e per le vicende storiche legate al brigantaggio post unitario.
